LA DESTRA AL GOVERNO DELLA NAZIONE!!!

15/04/2011

Nello Musumeci è stato nominato sottosegretario di stato al lavoro!!!
"LA DESTRA": FORZA DI POPOLO, FORZA DI GOVERNO!!!

19 MARZO 2011: TUTTI A MILANO CON STORACE!!!

MONTECARLO: FINI RESTA INDAGATO

03/02/2011

La decisione di fissare una nuova udienza per permettere l’esame della documentazione di Santa Lucia dimostra che i nuovi atti presentati non sono irrilevanti. Non e’ cosi’ scontato quello che sognava Fini, che ora restera’ indagato per un altro mese e che comunque resta innocente fino a prova contraria e fino al termine del giudizio passato in giudicato.
La decisione è stata presa ieri a piazzale Clodio, dove era convocata la camera di consiglio per decidere sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Roma nei riguardi – è il caso di dirlo – del Presidente della Camera. Fini, che sperava nell’archiviazione definitiva, dovra’ sopportare almeno fino al 2 marzo il peso della Giustizia e restare inchiodato all’iscrizione sul registro degli indagati per il cadeau a Giancarlino Tulliani. Il giudice chiamato a decidere ha infatti accolto l’istanza presentata dall’avvocatessa Mara Ebano per conto di Roberto Buonasorte e Marco Di Andrea per esaminare la documentazione proveniente da Santa Lucia che la procura di Roma aveva bollato come irrilevante. In questo mese sarà possibile produrre ulteriore documentazione e Fini restera’ indagato. A questo punto, la domanda e’ politica: il presidente della Camera ha scoperto di recente quella vena giustizialista che porta a chiedere le dimissioni di chiunque sia sotto indagine. Se crede nelle parole che pronuncia, questo e’ il momento di far seguire i fatti. Sarà così libero di presentarsi al congresso del suo partito da parlamentare sotto inchiesta, confidando che anche per lui vale la previsione costituzionale d’innocenza fino a condanna definitiva.
Ieri, sulle agenzie non si e’ vista una sola riga sulla vicenda da Fini e soci, hanno perso la parola? I festeggiamenti sono stati annullati? Piazzale Clodio li ha sorpresi?
Ad Anna Maria Colleoni rinnoviamo il nostro impegno a non cedere di un millimetro nella Buona Battaglia.

Francesco Storace

ENORME E’ LA RABBIA

E’ enorme la rabbia per quella casa di Montecarlo. Siamo increduli per i telegrammi che la procura di Roma invia ogni giorno al Gip per ordinare il da farsi, quasi che non siano sufficienti gli avvocati di Fini.
Indigna la faccia tosta del presidente della Camera, che ha svenduto al fratello della fidanzata un bene che non era suo.
Sconcerta che si mettano in mezzo gli ascari del terzo polo. Loro, con la storia dei nostri Caduti da cui originarono le cessioni di beni al msi e ad an, non si immischino che non ne sono degni.
E si svegli il centrodestra. La nostra vita viene prima di tutto!

Francesco Storace

VIDEO LA DESTRA DI POLLENA TROCCHIA

NOI ANDIAMO AVANTI

Vogliono ridurre l’Italia a brandelli.
I magistrati che fanno inchieste a suon di gossip; politicanti che mettono sotto i tacchi alleanze costruite a fatica; spericolati imprenditori che trattano il lavoro come mercanzia. La Destra deve avere chiaro l’orizzonte ed emergere come forza politica seria.
Non ci piace quello che succede dalle parti della procura di Milano. Quando prende il sopravvento una specie di codice penale modello iraniano, la situazione si fa incandescente. Il Corriere della Sera paragona la nuova iniziativa giudiziaria contro Berlusconi sul caso Ruby ad una sorta di mozione di sfiducia extraparlamentare. Devono sperare – questi magistrati – che ci siano prove inoppugnabili. Stanno mettendo a rischio l’Italia. Se e’ vero che chiunque ha varcato il portone della residenza del premier e’ sotto controllo, siamo molto oltre l’obbligatorieta’ dell’azione penale: in gioco c’e’ un diritto alla riservatezza che e’ inviolabile. Soprattutto quando non c’e’ nessuno che denuncia di essere stato-stata vittima di un reato turpe come quello che leggiamo su un numero incredibile di paginate sui quotidiani nazionali.
Non ci piace quello che succede alla Fiat. Non simpatizziamo per la Fiom, ma il voto referendario testimonia che quando la meta’ dei lavoratori dice no – e probabilmente la maggioranza degli operai – la questione della rappresentanza sindacale non puo’ piu’ essere elusa e persino Marchionne ne deve prendere atto. Non hanno senso i ricatti e lo diciamo con l’autonomia di cui siamo gelosi custodi.
Non ci piace quello che e’ successo a Roma dove un sindaco impazzito a messo a soqquadro ogni rapporto politico, pensando di poter prendere impunemente in giro una comunita’ politica alla quale aveva deciso di proporre un percorso istituzionale che poi si e’ rimangiato perche’ incapace e inadeguato all’elevatissima funzione ricoperta (anche grazie a noi).
Ecco, questa Italia ha bisogno di una scossa. Ha bisogno di recuperare se stessa e certo non puo’ sperare in un’alternativa rappresentata da una sinistra che fa ancora piu’ schifo ed e’ divisa come non mai.
Per questa destra, la nostra destra, puo’ venire il momento della responsabilita’. E sarebbe sbagliato dire che e’ tutta colpa – manco a dirlo – di Silvio Berlusconi. Ho la sensazione che attorno al premier ci sia una selva di marpione che pensano solo a come utilizzarne al meglio il consenso.
Noi invece vogliamo solo aiutare l’Italia a risollevarsi individuando nel centrodestra lo strumento per farlo. Ma si liberi – il presidente del consiglio – di quanti lo usano.  Troppi usano il suo nome per prendere voti e fare come vogliono, anche a dispetto delle sue indicazioni.
Noi continuiamo una battaglia politica in tutto il Paese. Nord compreso, dove saremo oggi e domani tra Sondrio, Como e Milano e dove torneremo a fine mese, a Trieste e Udine, a Verona e Ravenna.
E anche al sud, la prossima settimana, tra Puglia e Campania.
Al premier non chiediamo solo di mantenere l’impegno assunto con La Destra a Taormina di una rappresentanza al governo in omaggio al patto che porto’ alla vittoria alle regionali; ma anche di impedire che nella maggioranza possa far breccia il pericoloso disegno di una resa rispetto al conflitto che si riapre con certa magistratura e di procedere invece – finalmente – a quella riforma della giustizia che ad esempio sanzioni il magistrato che sbaglia; di non cadere nella trappola di chi vuole contrapporre diritti del lavoro e centrodestra; di bloccare manovre partitocratiche che puntino a sanare i clamorosi errori dei suoi colonnelli – a partire da Alemanno – con leggine, il mille proroghe ad esempio, che allarghino a dismisura le poltrone a disposizione della giunta di Roma. La Destra non ne chiede. Sarebbe uno scandalo anche un solo assessorato in piu’ agli italiani.
Il 5 febbraio, da Milano, dal comitato centrale indiremo il nostro secondo congresso nazionale. Sara’ il congresso del dopo-Fini, che sta arrivando prima del dopo-Berlusconi.
Lo celebreremo, il congresso, perche’ rispettiamo il nostro statuto, perche’ cosi’ deve fare una forza politica seria. E al congresso dovremo definire e ridefinire i nostri percorsi politici. Che non dipendono solo da noi. Noi dobbiamo dire solo quello che vogliamo per l’Italia. Con chi, lo stabilira’ il corso della politica

Francesco Storace

14 DICEMBRE, L'INIZIO E LA FINE

Nei giorni scorsi e’ stata attribuita a Berlusconi una frase che grosso modo suona cosi’: “Fini si ricordera’ il 14 dicembre”. Non so se il presidente del Consiglio ne e’ a conoscenza, ma e’ proprio cosi’.  Per quello che fu il leader del Msi, il 14 dicembre rischia davvero di vedere quella data come l’inizio e la fine della sua storia politica.
Fu proprio il 14 dicembre di tantissimi ani fa – era il 1987 – che l’Italia conobbe Fini come il successore di Almirante. Quella fu la data in cui venne incoronato a leader del Msi nel congresso di Sorrento al termine di una durissuma votazione di ballottaggio con Pino Rauti. Fu portato alla segreteria da quei “colonnelli” che poi ha disprezzato nella sua nuova vita. Esordi’ presentandosi come il capo di un partito che avrebbe rappresentato il “fascismo del 2000” e fece appassionare milioni di italiani che oggi lo disconoscono per aver tradito la fiducia che gli avevano riposto.
Il 14 dicembre 2010 – una manciata di ore ormai – rischia di vedere la sua fine politica. Fini ha imposto la nascita di gruppi parlamentari da una scissione del Pdl da cui aveva preso le distanze platealmente dall’assunzione della presidenza della Camera in poi – mica fesso… – ed e’ stato un crescendo fino all’ordine di firmare una mozione di sfiducia contro Berlusconi.
Ha fatto dimettere ministri e sottosegretari, si e’ ben guardato dallo sloggiare dalla poltrona piu’ importante di Montecitorio.
Martedi’ 14 dicembre, se Berlusconi vince la partita anche alla Camera, Fini finisce. E finisce la sua storia di leader spericolato e incapace di amicizia. Credo che finisca anche se Berlusconi vince solo al Senato, perche’ sara’ dimostrato che non c’e’ possibilita’ di governo alternativo e si precipitera’ al voto. Un voto utile per chi vuol governare e non per chi coltiva rancore personale. Chi e’ stato coerente e’ seduto sulla riva del fiume…
Fini a casa, che tanto ce l’ha. A Montecarlo...

(editoriale di FRANCESCO STORACE)

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